(I’M) Hopeless Romantic

Nella categoria musica condivido quello che mi piace o che desta il mio interesse (anche in negativo), in questo caso Hopeless Romantic di Michelle Branch merita di essere ascoltato.

Pubblicato nell’aprile di quest’anno, Hopeless Romantic è il ritorno della cantautrice americana sulle scene musicali dopo quasi dieci anni. Nel frattempo Michelle Branch si è sposata, ha avuto un figlio, ha divorziato ed ha pubblicato un EP nel 2010. Lei è la tipologia di donna che fa musica che amo: sale sul palco vestita (non stretta in mutandoni e top crop), ed il suo rock con venature pop non segue le mode del momento.

Ci sono canzoni che si sentono subito proprie, melodie che riescono a legarsi alla nostra mente ed al nostro cuore in un attimo e Michelle Branch ha un tocco magico in questo. Carry Me Home, Not A Love Song, Last NightHopeless Romantic (singolo che dà il nome all’intero album), Bad Side e le altre tracce riescono con sensualità e delicatezza a raccontare l’esperienza dell’amore in tutte le sue sfaccettature.

Il terzo spazio. Oltre establishment e populismo

Lorenzo Marsili e Yanis Varoufakis lanciano una sfida, forse la più ambiziosa in circolazione: pensare che un’alternativa alle establishment ed ai populismi (nelle loro vesti peggiori) sia possibile. Marsili è un giovane scrittore ed attivista italiano, di cui tutto il Bel paese dovrebbe andare fiero, Varoufakis è l’ex ministro dell’economia greco. Insieme hanno lanciato il movimento DiEM25 per un Europa democratica.

Il terzo spazio, saggio scritto a quattro mani, chiarisce il meccanismo dell’Unione europea, macchina burocratica agli occhi dei cittadini complicata e lontana e del perché per i governi sia facile nascondersi dietro ad essa. Facile giustificarsi con ” è l’Europa che ce lo chiede” ma chi ha creato l’Unione Europea? Sono stati i nostri governi. Interessante è anche l’analisi della crisi economica, ormai paravento per ogni manovra fatta di lacrime e sangue. Marsili e Varoufakis semplicemente sostengono che la crisi è dovuta al sistema economico e finché non si modifica questo passeremo di crisi in crisi. Nel frattempo la povertà aumenta e non solo quella relativa ma anche quella assoluta, mentre la finanza e le multinazionali accumulano profitti esorbitanti. In un clima del genere da un lato ci sono i populismi in cerca di un nemico che quasi mai è quello giusto, dall’altro ci sono le establishment arroccate dietro le lori posizioni, convinte che lo status quo non debba essere modificato per il bene di tutti ed in particolare per il proprio.

C’è un’alternativa? Per Marsili e Varoufakis c’ è uno spazio di manovra. Iniziando dal basso, da noi cittadini, dai municipi e dalle città può partire un cambiamento. La realtà è che dobbiamo prenderci la responsabilità del presente e del futuro ed il movimento DiEM25 offre uno spazio di confronto propositivo.

Consiglio vivamente la lettura del saggio Il terzo spazio. Oltre establishment e populismo, io ho solo accennato qualcosa, il contenuto è ricco ed istruttivo. L’Unione europea può essere una grande opportunità ma solo se non si ha timore di cambiarla e questo dovrebbe andare oltre ogni convinzione politica.

Flavio Insinna e la pubblica gogna

In questi giorni si sta consumando il dramma “Nana di merda” , ma prima di dire la mia facciamo un brevissimo riepilogo. Tutto parte da una servizio di Striscia la Notizia, detentrice di verità assoluta, in cui si mostra un Flavio Insinna lasciarsi andare ad epiteti poco rassicuranti nei confronti dei concorrenti dello show Affari tuoi.

Antonio Ricci vorrebbe far risvegliare le coscienze collettive con questo grandissimo scoop? Onestamente non ho mai amato il suo tg satirico, dove si grida allo scandalo per ogni cosa ma per lo share si fa questo ed altro. Non comprendo l’accanimento di Striscia la Notizia (se non per motivi legati agli ascolti), come non comprendo lo sgomento del pubblico. Leggo frasi del tipo ” sei una delusione, non sei come appari in tv” oppure ” rappresenti il decadimento della società italiana”, dite sul serio? Esiste veramente gente così ingenua da credere che quello che vede sul piccolo schermo corrisponda a verità? Credo sia ovvio che Flavio Insinna, Maria De Filippi, Barbara D’Urso, Fabio Fazio e compagnia bella non sono solo l’immagine costruita che vediamo in televisione.

Certamente Insinna ha sbagliato, ha scaricato la propria frustrazione in modo indegno, prendendosela con chi molto probabilmente non poteva nemmeno rispondere a tono. Questo basta per metterlo alla pubblica gogna? Io in alcuni momenti sono peggio di uno scaricatore di porto e se avessi la responsabilità di un programma di punta su una rete nazionale sarei anche peggio. Se poi parliamo di moralità, quanta ce n’è nello spiare qualcuno dal buco della serratura?

Il fatto che questa storia sia vissuta come un’ offesa nazionale è ridicolo, il politicamente corretto molto spesso mi procura una reazione allergica istantanea. Sono consapevole che la gentilezza andrebbe pratica ovunque e con tutti, ma siamo solo esseri umani e come tali abbiamo diritto a perdere le staffe di tanto in tanto.

 

 

Verrà un giorno

Verrà un giorno di Jorge Carrera Andrade

Verrà un giorno più puro degli altri:
scoppierà la pace sulla terra
come un sole di cristallo.
Una luce nuova
avvolgerà le cose.
Gli uomini canteranno per le strade
ormai liberi dalla morte menzognera.
Il frumento crescerà sui resti
delle armi distrutte
e nessuno verserà
il sangue del fratello.
Il mondo allora apparterrà alle fonti
e alle spighe che imporranno il loro impero
di abbondanza e freschezza senza frontiere.

Per tutte le vittime di tutte le guerre.