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La fortezza di Jennifer Egan

La fortezza di Jennifer Egan
Jennifer Egan, Premio Pulitzer nel 2011 con Il tempo è un bastardo, a mio avviso è una delle più grandi scrittrici viventi. Le sue opere sono un grande puzzle pieno di tensione, nel quale rispecchiarsi nei personaggi che le popolano è naturale. I grandi romanzi sono quelli che io definisco universali, chiunque li leggerà, in qualsiasi luogo o tempo troverà un po’ di se stesso tra le righe.

La fortezza è un romanzo insolito (limitarlo al genere gotico è riduttivo) ed un’ottima prova di scrittura: tre racconti e due voci narranti che non lasciano un attimo di respiro al lettore. Tutto parte con Danny, trentenne che non ha ancora ben chiaro cosa vuole dalla vita, tranne l’avere sempre a disposizione una connessione internet ed un cellulare. Alla ricerca della svolta, Danny accetta l’invito del cugino Howie in Europa centrale ( in un luogo da film horror vicino Praga). Howie, ex adolescente difficile ora milionario, è intenzionato a trasformare un vecchio castello in un resort a cinque stelle e crede che Danny possa aiutarlo nell’impresa. La permanenza di Danny al castello sarà tutto tranne che tranquilla, è frutto della sua immaginazione o realtà? Il “verme” è la causa della sua angoscia e paura?

Oltre alle vicende di Danny abbiamo la storia di Ray, raccontata in prima persona, in carcere per omicidio. L’uomo è in attesa di giudizio e nel frattempo in penitenziario frequenta un corso di scrittura. La fantasia sembra l’unica ancora alla vita e l’insegnante Holly il contatto umano che manca terribilmente. A chiudere il cerchio c’è Holly, ex tossica in lotta con enormi sensi di colpa ed in cerca della scintilla perduta.

Libro consigliatissimo, di cui ho faticato a non scrivere una recensione-riassunto. Danny convinto che una connessione ed un telefonino ti permettano di non essere mai solo e ritrovarti a tu per tu con il “verme”, Ray che con il carcere sperimenta la vera solitudine ed Holly alienata dalle metanfetamine con la convinzione di aver sprecato la sua vita, sono loro a rendere anche le vicende più assurde dannatamente umane. Personalmente trovo La fortezza una perfetta parabola della vita, che cos’è l’esistenza se non un enorme tunnel da cui tentiamo costantemente di emerge? A volte riusciamo nell’impresa ma spesso vaghiamo nel buio in stretti cunicoli.



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